13/11/2009

Capitolo 24 - seconda e ultima parte

Ciao!

Avrei tanto voluto scriverlo io, ma non ho avuto il tempo, mi spiace. Ma ormai Ross è grandissima e a questo giro l'opera è solo e unicamente sua, non ho toccato una virgola! Lo leggerò per la prima volta assieme a voi, nel blog.


GRAZIE infinite Ross, per avermi appoggiata, aiutata e soprattutto superata durante questo bellissimo cammino!


Solo un po' di pubblicità prima di lasciarvi alla seconda parte del capitolo 24, nonchè ULTIMA parte in assoluto di questo progetto:

s non sapete cosa leggere provate con il mio racconto "Esperimento Letterario". Potete cliccare sulla medesima scritta nello spazio a sinistra, oppure potete fare copia/incolla del link:

http://esperimentoletterario.myblog.it/

Anche su quello vado piuttosto a rilento, ma non lo abbandonerò, è una promessa!


INFINE....GRAZIE, GRAZIE E GRAZIE RAGAZZE/I!

SIETE STATE/I MERAVIGLIOSE/I!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!1


Morsetti!

Stefania (alias Giorjazz)


PS: UN SALUTO ANCHE DA ROSS!!!!!!!!!!!!

 

Non sembrava sorpreso di trovarmi al fianco di Bella. Al contrario, sembrava quasi che ci stesse cercando.

Non potei staccargli gli occhi di dosso, e per la prima volta mi dispiacque  che nessuno, ne tanto meno lui, potesse sentire i miei pensieri. Nella mia mente passarono idee quasi vicine all’assurdo, non potevo permettergli di rovinare la nostra serata. I miei nervi iniziarono a tendersi; i vampiri ed i Quileutes erano da sempre stati nemici, ed il mio istinto quasi mi imponeva di attaccare. Cercai di soffocare la mia natura, ma sia Bella che i miei fratelli si accorsero della sensazione di disagio che stavo vivendo.  Emmett e Jasper, ovviamente erano anche loro pronti all’attacco, ma sicuramente non avremmo potuto dare spettacolo nella palestra della scuola  rovinando il ballo di fine anno.

Sentivo la gola bruciare, e non riuscii a soffocare un  ringhio.  Era come se dentro di me si fosse scatenata una tempesta. La mia mente ed il mio corpo volevano solo distruggere Jacob Black.

Non ero in grado di controllare questa reazione. Solitamente solo in presenza di un licantropo il mio corpo, quasi involontariamente,reagiva in questo modo. Ma Jacob non era un licantropo, era solo un Quileutes che nemmeno credeva alle tante leggende che suo padre gli raccontava.

“ Controllati !” mi ricordò Bella.

“ Vuole fare due chiacchiere con te “ risposi, quasi accusandola per il troppo buonismo che la caratterizzava.

Jacob ci raggiunse e,  senza nemmeno degnarmi di uno sguardo evidentemente perché troppo impaurito dalla mia reazione, si rivolse a Bella. “ Ehi Bella, speravo proprio di trovarti”.

“ Ciao,Jacob. Tutto bene?”

“ Mi concedi un ballo?” le disse, rivolgendomi uno sguardo veloce, quasi come per chiedermi il permesso.

Lo guardai, con uno sguardo devo dire alquanto minaccioso e nel frattempo feci scendere Bella dai miei piedi.   Finalmente capii perché la presenza di Jacob Black mi irritava tanto.  Jacob puzzava,proprio come uno di loro; la sua pelle olivastra emanava un odore che irrigidiva i miei sensi, molto simile all’odore di quei lupi che per anni ci avevano dato la caccia.

“ Non preoccuparti, te la rubo solo per qualche minuto” , pensò, ignaro del fatto che potessi leggere la sua mente. Evidentemente aveva capito che la sua presenza, specie vicino a Bella, mi innervosiva  profondamente.

“ Grazie” si limitò a rispondere, mentre io mi spostavo per permettergli di ballare con la mia dama. Guardai Bella negli occhi prima di allontanarmi. Lei sapeva bene che , anche se non ero presente fisicamente, avrei assistito a quella conversazione.

Si avvicinò a lei e la strinse,un po’ troppo forte per i miei gusti. Le braccia si Bella si legarono al suo collo, ed insieme iniziarono ad ondeggiare al suono della musica.

Mi allontanai, quanto bastava, per  tenere sotto controllo la scena. Non avevo la benché minima intenzione di distrarmi, volevo proprio capire con quale coraggio quel lupo avrebbe detto a Bella di allontanarsi da me.

“Accidenti, Jake ,quanto sei alto?”

“ Più di un metro ed ottanta” rispose soddisfatto Jacob.

Volentieri, gli avrei fatto passare la voglia di ridere, se solo non ci fossero state tutte quelle persone.

“Come sei finito qui stasera?” domandò Bella

Il licantropo arrossì. Evidentemente anche lui era in imbarazzo per ciò che stava facendo.  Per giunta, aveva venduto la sua dignità per soldi, un comportamento ignobile per un uomo.

“ Ci credi se ti dico che mio padre mi ha dato venti verdoni per venire al tuo ballo di fine anno?”

“ Si, ci credo” rispose Bella che, dal canto suo, aveva imparato quali erano i trucchi utilizzati da Billy Black . “Bè, se non altro spero che tu ti stia divertendo. Ha visto qualcuna che ti piace?”  chiese ingenuamente.

In quel momento l’avrei ucciso. Sentivo la tensione salire, nel mio petto un ruggito si faceva spazio ,  cercava di liberarsi.

Ma non potevo, non adesso. Mi ero ripromesso di non mettere nei guai la mia famiglia.

Non potetti, però, non scattare , quando vidi che la mente di Jacob era stregata dall’immagine di Bella. Proprio come temevo, Jacob Black, non nutriva nei confronti di Bella un’amicizia spassionata. Ma, al contrario, era innamorato di lei. Vedere nella sua mente l’immagine della mia Bella, mi faceva dannare. Non so chi o cosa mi trattenne dallo scaraventarmi addosso a lui; forse la presenza di tutta quella gente che già pensava  <   I Cullen sono strani >. Confermare la mia diversità in quel momento, sicuramente non mi avrebbe aiutato.

“ Si. Una, ma è occupata”. Ebbe il coraggio di rispondere Jacob,  guardando Bella dritto negli occhi.  “ A proposito, sei molto carina stasera”  <Non so se Cullen merita tutto questo> aggiunse nella sua mente.

La mia pelle si irrigidiva sempre più,i miei muscoli erano pronti ad attaccare. Gli occhi mi si riempirono di sangue. Non so per quanto ancora avrei resistito a quella scena. La tensione trapelava da tutti i miei movimenti, ed i miei fratelli se ne accorsero.

Jasper mi guardò dritto negli occhi e,imponendomi di calmarmi, mi invitò a ragionare.

Attaccare Jacob Black in questo momento è una pazzia. Non solo perché tutti si accorgerebbero di noi, ma perché si andrebbe anche a violare un patto ormai centenario che è stato stipulato tra Carlisle ed il loro capo. Fallo per lui, non rovinare tutto.” Mi ordinò, ed io non potetti fare a meno che obbedire.

Feci qualche respiro profondo per rilassare i miei muscoli, e ritornai alla loro conversazione.

“ Ehm, grazie” rispose Bella imbarazzata. “ Ma perché Billy ti avrebbe pagato per venire qui?”

“ Secondo lui era un posto  sicuro per parlare con te. Mi sa tanto che il vecchio ha perso qualche rotella” rispose sorridendo il piccolo Black.

Non poteva nemmeno immaginare quanto suo  padre avesse ragione . Presto anche lui si sarebbe reso conto che le leggende dei  Quileutes  non erano solo storie che servivano a catturare l’attenzione dei  bambini …

“ E comunque,mi ha detto che se ti riferisco un certo messaggio, mi procurerà il cilindro freni che cerco”.

“ Allora parla. Ci tengo a vedere la tua macchina finita”. Rispose Bella. Era evidentemente curiosa di sapere cosa volesse ancora da noi Billy Black, non sapeva che i Quileutes erano un popolo molto testardo. Solo io sapevo  quanto Carlisle si era battuto affinchè  noi potessimo vivere a Forks.

“ Non arrabbiarti, okay!”

“ Non sono capace di arrabbiarmi con te, Jacob” rispose Bella.

Quella risposta mi diede ai nervi. Non capiva che Jacob era cotto di lei? Così alimentava solo le sue speranze.

“ E non mi arrabbierò con Billy. Dimmi pure”  continuò.+

“ Bè… scusa , Bella, mi sembra talmente stupido … vuole che lasci il tuo ragazzo. Mi ha pregato di chiedertelo per favore”. Jacob Black era sentitamente imbarazzato. Questo mi metteva allegria, infatti mi scappò un risolino. Vederlo arrossire davanti alla ragazza che tanto gli piaceva, era infondo divertente!

“ è ancora superstizioso, eh?”

“ Si. Ha … perso la bussola, quando ti sei fatta male a Phoenix . Non ha creduto che …”

E si interruppe sul più bello, anche se io potevo vedere ciò che pensava. Billy  in quei giorni,credeva che  la mia tentazione fosse stata talmente forte che avessi fatto del male a Bella. Non aveva tutti i torti. Ancora non riuscivo a perdonare me stesso, ma lui chi era per giudicare me? Lui, che discendeva dai lupi. Tutti sapevano cosa le donne dei  Quileutes dovevano subire. Tutte avevano i volti segnati da quelle bestie che amavano.

“ Sono caduta” rispose Bella. anche lei aveva capito cosa intendesse Jacob. “ Pensa che Edward abbia a che fare con ciò che mi è successo”.

“ Senti , Jacob, so che Billy stenterà a crederci, ma te lo dico lo stesso, Edward mi ha davvero salvato la vita. Se non fosse stato per lui e suo padre, a quest’ora sarei morta”

Il suono di quella parola rimbombava nella mia mente; come avevo potuto permettere una cosa del genere?  Un incosciente, ecco cos’ ero.

“ Lo so” rispose Jacob, anche se in realtà non sapeva proprio niente.

“ senti, mi dispiace che tu sia venuto qui solo per questo, Jacob. Se non altro, vedi di rimediare il tuo pezzo mancante, eh?” continuò Bella.

“ Si” bisbigliò Jacob, che ancora non aveva intenzione di lasciare la mia dama.

“ C’è dell’altro?” chiese Bella.

“ Lascia perdere. Mi troverò un lavoro e metterò da parte qualche soldo”.

“ Sputa il rospo ,Jacob” sentenziò Bella.

“ Non ce la faccio”

Non m’ importa. Parla”.

“ Va bene … però , uffa, non è una bella cosa. Ha detto di dirti , no, di avvertirti –guarda che il plurale è suo, non mio- che ... ti terremo d’occhi”.

Bella scoppiò a ridere. Devo dire che quell’avvertimento fece sorridere anche me. Un lupo che minacciava la donna di un vampiro? Ridicolo!

“ Mi dispiace che ti sia toccato farlo, Jake”. Concluse Bella, sempre troppo buona.

“ A me non dispiace granchè” sorrise Jacob.

Era inevitabile. Chi gli avrebbe mai servito una serata migliore di questa per stare con Bella?

Questa situazione iniziava ad irritarmi. Decisi di avviarmi verso il centro della pista, di modo che, appena Jacob si sarebbe deciso a lasciarci in pace, avrei potuto continuare a ballare con lei.

“ Quindi devo dirgli di farsi gli affaracci suoi?” chiese

“ No” rispose Bella “ Ringrazialo. So che lo fa per il mio bene”.

La canzone finì, ed io ero già pronto alle spalle di Black.

“ Vuoi ballare ancora?” chiese “ O vuoi che ti aiuti a spostarti?”

“ Tutto a posto. La prendo io” mi intromisi.

“ Ehi, non ti avevo visto”. Rispose stranito Jacob. “ Allora ci vediamo, Bella”.

“ Si, ci rivediamo presto”

“ E scusami” ripetè Jacob , mentre si avviava verso l’uscita.

Iniziammo a dondolare, anche se, in quel momento avrei preferito sparire solo con lei. La tensione iniziò a scemare. Ma comunque la presenza di Jacob mi aveva profondamente irritato.  E quasi non riuscivo a calmarmi.

“ Ora va meglio?”

“ Non proprio “ risposi.

“ Non prendertela con Billy” sussurrò Bella. “ è preoccupato per me perché Charlie è suo amico. Niente di personale”.

Niente di personale? Questo lo vedremo, pensai.

“ Non ce l’ho con Billy. È suo figlio ad irritarmi”.

Fissò i suoi occhi nei miei “ perché?”

“ Prima di tutto mi ha costretto a violare la mia promessa”.

Mi guardò perplessa.

“ Avevo promesso che stasera non ti avrei mollata neanche per un secondo”.

“ Ah. Bè, sei perdonato” rispose lei ironica. Come se io stessi scherzando.

“ Grazie. Ma c’è dell’altro” aggiunsi.

“ Ha detto che sei carina, il che è praticamente un insulto, stasera. Sei molto più che bellissima” e questo lo pensava anche lui.

“ Forse io tuo è un giudizio di parte” rispose compiaciuta Bella.

“ Non credo, inoltre la mia vista è perfetta”.

Ricominciammo a ballare, a volteggiare leggeri al centro della pista. Era felice, ed alla fine era proprio questo quello che volevo. Rendere questa serata memorabile, e forse il mio scopo era stato raggiunto.

“ Mi spieghi il perché di tutto questo?” chiese lei, guardandosi attorno. Questa volta era stata lei a leggere nei miei pensieri.

Era arrivato il momento di andare, di restare un po’ da soli. Volteggiando ci dirigemmo verso l’uscita secondaria della palestra. Era il tramonto, o meglio il crepuscolo. Era passato un altro giorno.

La presi tra le braccia e raggiungemmo insieme la panchina ai piedi del corbezzolo.

“ Allora?” chiese nuovamente lei, insoddisfatta della lunga attesa per la risposta.

“ Di nuovo il crepuscolo. Un’altra fine. Ogni giorno deve finire, anche il più perfetto”.

Ed era proprio così, tutti i giorni anche quelli più belli arrivavano al termine. E con il passare del tempo si sarebbero trasformati  in ricordi. Dapprima sarebbero stati  ricordi vicini, ma alla fine tutti sarebbero diventati ricordi remoti, chiusi in un cassetto in fondo alla mente. Ed era proprio questo  che volevo far capire a Bella. anche se nessuno dei due avrebbe dimenticato l’altro, alla fine la nostra relazione sarebbe diventata solo un semplice ricordo.

“ Non è detto che tutto abbia una fine” .

“ Ti ho portata al ballo perché desidero che tu non ti perda niente. Non voglio che la mia presenza ti privi di nulla, finchè mi è possibile. Voglio che tu sia umana. Voglio che la tua vita prosegua come se fossi morto nel 1918, come era mio destino”.

Tremò al suono di quello parole, non era mia intenzione spaventarla, ma doveva essere pronta al peggio.

“ in quale strana dimensione parallela pensi che sarei venuta al ballo di mia spontanea volontà? Se tu non fossi mille volte più forte di me, non ti avrei mai lasciato fare”. Precisò lei.

“ Non è andata così male, l’hai ammesso anche tu” le ricordai, sorridendo.

“ Perché ero con te”.

La luna ci guardava. Silenziosa contemplava i nostri discorsi. Vivere nella notte mi aveva aiutato ad apprezzarla. Il sole illuminava le vite dei semplici esseri umani, mentre a lei spettava il compito più arduo, doveva illuminare ed osservare noi creature della notte.

“ Mi dici una cosa?” le chiesi, seriamente curioso di capire.

“ Non ti dico sempre tutto?”

“ Promettilo”

“ Mi sei sembrata sinceramente sorpresa quando hai capito che ti stavo portando qui …”

“ si lo ero” mi interruppe lei, ancora un po’ delusa dalla mia scelta, o almeno questo era quello che voleva dimostrare.

“ Appunto … ma certo sospettavi qualcos’altro … sono curioso : per quale occasione pensavi che ti avessi fatto vestire così?”

Improvvisamente il suo viso prese colore.  Le sue guance si arrossirono ed i suoi occhi si illuminarono. Era imbarazzata.

“ non te lo dico” rispose

“ Hai promesso” le ricordai.

“ Lo so”.

“ Che problema c’è?”

“ Non vorrei farti arrabbiare o intristire”.

Anche se non potevo leggere nella sua mente, erano veramente poche le questioni che potevano  infastidirmi. E lei sapeva benissimo che ,una più di tutte,mi irritava ad u punto tale, che non volevo nemmeno parlarne.

“ Non mi importa. Per favore,dimmelo” risposi. Stando ancora un po’ al suo gioco. Sapeva benissimo che non avrei mai fatto  ciò che lei stava solo pensando, e che diverse volte mi aveva chiesto.

“ Bè … davo per scontato che fosse un’occasione … speciale . Ma non immaginavo che fosse una mediocre faccenda umana … il ballo di fine anno! ”.

“ Umana?”

“ Va bene. Ecco, speravo che avessi cambiato idea … e che ti fossi deciso a cambiare me, dopotutto”.

Ma come aveva potuto solo pesare tutto questo? Vestito da sera, per cosa? Per  ucciderla? Per toglierle la vita? Perché in fondo era questo quello che mi chiedeva. Imprigionarla nel corpo di una diciassettenne per il resto della sua esistenza. Un’esistenza che avrebbe trascorso nella notte, illuminata solo dalla luna. Non avrebbe più visto il sole, non avrebbe più rivisto la luce in tutte le sue sfaccettature. Avrebbe perso il contatto con la realtà, non avrebbe avuto una famiglia tutta sua, e tutto questo per cosa? Per poter trascorrere il resto della sua vita accanto ad un mostro?

La luna illuminava parte del suo viso. Mi fissava ed aspettava la mia “ sentenza”;ma avevo comunque deciso di non rovinare questa serata che sarebbe comunque stata perfetta.

“ E secondo te quella sarebbe stata un’occasione da vestito da sera, eh?”

“ Non so come funzionano queste cose. A me , però, sembrava più logico che per un ballo di fine anno” rispose.

Mi fece sorridere. Per fortuna Alice non le aveva raccontato tutti i particolari della trasformazione .

Nella mia lunga esistenza avevo sentito di tutto, ma trasformazione ed abito da sera erano proprio incompatibili tra loro. Solo un vampiro sa cosa significa essere trasformati, ma non perché lo ha provato, ma perché è un dolore sovraumano che un uomo non potrà mai provare. Tutte le cellule del corpo si ribellano a quel veleno , anche se sanno che dovranno arrendersi, perché è troppo forte.

“ Non c’è niente da ridere” sbottò lei.

Ed aveva perfettamente ragione, c’era oggettivamente poco da ridere. Solo pensare alla sua richiesta mi faceva impazzire. E la sua testardaggine non mi aiutava. “ No, hai ragione, certo che no. Però preferisco prenderla a ridere piuttosto che credere che tu possa dire sul serio”.

“ Ma io dico sul serio”

Ed era proprio quello il problema.  Lei era seriamente convinta della sua richiesta. Ma non poteva esserlo , perché  infondo non sapeva nemmeno di cosa parlava! Cosa sapeva realmente lei della mia esistenza? mi vedeva adesso, che ero completamente preso da lei, avevo trovato anche io il mio sole, ma non sapeva  quanto e come avevo  vissuto per tutti quegli anni nell’oscurità. Quanto avevo ardentemente desiderato la morte piuttosto che quella vita.

“ Lo so. E ci terresti davvero?” le chiesi, tanto per metterla alla prova.

Annuì col capo.

“ E allora preparati alla fine. Preparati al crepuscolo della tua vita appena iniziata. Preparati a rinunciare a tutto”.

“ Non è la fine, è l’inizio. È la luce dell’alba” mi corresse lei.

“ Non ne sono degno”

“ Ricordi quando mi hai detto che non avevo una percezione chiara di me stessa? Evidentemente tu sei cieco allo stesso modo.” Mi rimproverò.

“ Io so ciò che sono” le ricordai.

Era lei a non capire, forse, realmente io cos’ero.

“ Perciò ti senti pronta?”

“ Ehm. Si”

La abbracciai,e la sentivo tremare come una foglia tra le mie braccia. Non era la mia pelle, questa volta a farla tremare, ma l’idea di ciò che le stava accadendo.  Poteva mostrarsi coraggiosa quanto voleva, ma io sapevo che aveva paura. Chi altri non ne avrebbe avuta?  Perdere tutto,  non poter più tornare indietro, e tutto così, improvvisamente!

Inclinai la testa, e le sfiorai il collo con le mie labbra fredde. Sentivo il suo sangue scorrere caldo sotto le mie labbra, ma stranamente il suo profumo mi inebriava, non sentivo più quel desiderio ardente di bere. Ma sentire quel profumo, quella fragranza straordinaria, mi dava forza. “ Adesso ?”

“ Si” rispose

Non riuscii più a trattenermi, e scoppiai in una fragorosa risata.

“ Secondo te cederei così facilmente?”

“ Sognare non costa niente” rispose lei, alquanto delusa dalla mia scena.

“ Questo sarebbe il tuo sogno? Diventare un mostro?”

“ Non proprio. Più che altro sogno di restare con te per sempre”.

“ Bella” la guardai. “ Starò sempre con te. Non ti basta?”

“ Mi basta, per ora” rispose testarda

Non potetti trattenermi, questa volta stava proprio esagerando.  Non poteva veramente desiderare la morte solo per me, ma ne valeva veramente la pena?

Mi sfiorò il viso e dolcissima mi disse “ Stammi a sentire. Ti amo più di qualsiasi altra cosa al mondo, senza eccezioni. Non ti basta?”

“ Si mi basta. Mi basta ,per sempre” risposi.


Ma per quanto ancora avrei potuto mantenere quella promessa?


07/10/2009

Capitolo24 - Parte1

 

Capitolo 24 – Parte1

Avevo pensato a tutto.

Bella era ancora nel bagno di Alice. Mia sorella era una perfezionista, e fin tanto che Bella non avesse raggiunto la perfezione, non le avrebbe mai  permesso di uscire.

Tutti erano pronti, Jazz ed Emmett avevano anche loro già indossato lo smoking e, come me, attendevano le loro dame.

In realtà sapevo di essere l'unico realmente emozionato per quell'evento, loro ci erano già passati innumerevoli volte, ma per era la prima, e anche ultima, almeno speravo. Sapevo che Bella, dietro a quella maschera, nascosta dalla sua sciocca idea dell'immortalità, in fondo era emozionata quanto me. Non vedevo l'ora di vederle scendere le scale in tutta la sua bellezza.

Mentre fissavo il vuoto, immersoei miei pensieri, e anche un po' in quelli dei miei fratelli, mentre origliavo i pensieri entusiasti di Alice, la sentii finalmente urlare, come se ce ne fosse il bisogno: “ Edward, vai a prendere la macchina, tra un attimo Bella scenderà !”.

Mi diressi nel garage, avviai la Volvo e parcheggiai dinanzi alla porta di casa.

Bella uscì e, nonostante tutti i dettagli che avevo immaginato su indicazione dei pensieri di Alice,  rimasi quasi abbagliato dalla sua bellezza. Non che non accadesse anche nel quotidiano, ma quell’abito di seta e chiffon che l' avvolgeva, fasciava ed evidenziava le sue curve leggere. Le appuntai i fiori che Alice aveva sapientemente preparato, in modo che facessero perfettamente pendant con la tinta dell’abito; e la aiutai a salire in macchina.

Persino Jasper ebbe un sussulto, al quale seguì un segreto e imbarazzante pensiero, vedendo in quella normale umanità la semplicità della bellezza. Un velo di imbarazzo invase la stanza.

Forse fu anche opera dell'emozione di Jasper se mi trattenni dal dire a Bella  quanto la sua bellezza potesse essere abbagliante quella sera. O forse, semplicemente, avevo paura che semplici parole rovinassero quel momento quasi magico. Mi limitai a sorriderle.

Non feci in tempo ad uscire dal vialetto di casa, quando Bella iniziò a tempestarmi di domande.

“ Posso sapere quando ti prenderai la briga di rivelarmi cosa sta succedendo?”

Non potevo credere che ancora non l’avesse capito. Tutti sapevano che oggi sarebbe stato il grande giorno,il giorno del ballo di fine anno. Nell’aria si sentiva aria di festa. A scuola ne parlavano tutti, e le menti dei nostri compagni giravano tutto attorno a questa sera. Solo lei se ne era dimenticata.

“ È assurdo che tu non abbia ancora capito”.

“ Ti ho informato del fatto che sei molto carino, vero?” mi disse.

“ Si” le ricordai. Mi faceva sorridere quanto fosse dolce e spontanea. Ogni volta che mi faceva un complimento, il suo viso si colorava di rosso, la sua timidezza trapelava da ogni punto del suo corpo. Ma ormai quella danza rpossa non scaturiva più effetti. I miei istinti erano dominati: mi compiacqui dell'ennesima conferma.

“ Non verrò mai più da nessuna parte con te, se mi toccherà di nuovo farmi trattare da Alice come Barbie – cavia - da- laboratorio”. Brontolò.

In effetti aveva ragione, Alice su questo era un tantino esagerata. Ma le piaceva troppo rendere tutto quello che toccava perfetto. Ed anche se Bella rappresentava per me più della perfezione, lei l’aveva resa sensazionale, quasi da mancare il fiato. Se fossi stato ancora un umano non so se sarei riuscito a reggere il colpo.

Bella era pensierosa, nell’auto aleggiava una sensazione di magia, dolci canzoni facevano da colonna sonora a quella serata, e mentre i R.E.M. ci allietavano con le note di Everybody Hurts, il mio cellulare squillò.

“ Pronto , Charlie” risposi.

“ Charlie ?”

Bella mi guardò con gli occhi sgranati, ultimamente Charlie era molto protettivo e possessivo nei suoi confronti.

“ Edward, qui c’è Tyler , dice che aveva un appuntamento con Bella. A quanto pare doveva essere lui il suo cavaliere per il ballo”. Charlie era da quella visita, ma dalle sue parole forse era anche contento per la situazione alquanto spiacevole che si stava creando.

Ma niente, nè tanto meno Tyler Crowley, avrebbero potuto rovinare la nostra serata.

“ Sta scherzando! Posso parlargli io?”

“ Pronto”

“ Ciao Tyler, sono Edward Cullen. Mi dispiace che ci sia stato un fraintendimento, ma Bella è occupata, stasera. Anzi, per la verità è occupata tutte le sere, per chiunque escluso il sottoscritto. Senza offesa. Spiacente se la tua serata non andrà come speravi” chiusi lo sportellino del telefono, senza nemmeno aspettare che rispondesse qualcosa, e ritornai  a Bella.

Mi guardava con gli occhi pieni di lacrime, forse ero stato troppo brusco con Tyler, o forse si era offesa per come avevo parlato di lei.

“ Credi che abbia esagerato un po’? Non volevo  essere offensivo riguardo a te”.

“ Mi stai portando al ballo di fine anno!” esclamò, anzi urlò!

Non mi aspettavo una reazione del genere. Mi guardava come se fossi stato il più perfido dei traditori, come se le avessi teso una trappola con il mio diabolico piano, il suo sguardo era  di una intensità tale che quasi  bruciava la mia pelle. Non sapevo cosa fare. Avrei voluto dirle che, se stavamo andando al ballo, era solo per lei; perché volevo che vivesse e che facesse tutte le esperienze che una ragazza della sua età  poteva fare. Ma allo stesso tempo avevo violato un suo spazio, in un certo senso le stavo imponendo di fare una cosa che in realtà, se non fosse stata la mia ragazza, forse non avrebbe fatto. Chi ero io per imporle una mia scelta? Solo perché il ballo di fine anno piace a tutte le ragazze, non voleva dire che tutte devono essere obbligate a partecipare. Bella non era “tutte le altre”, io sapevo che era speciale. Ma allo stesso tempo, volevo che vivesse questa esperienza, e soprattutto volevo che la  vivesse con me. Forse perché, se un giorno non fossi più stato al centro del suo mondo, oltre a ricordi inquietanti, avrebbe avuto, di me, anche ricordi felici.

“ Non fare la difficile, Bella” risposi freddo.

“ Perché mi stai facendo questo?”

Come se fosse stata una punizione, in realtà volevo solo essere galante!

“ Sinceramente , Bella, dove credevi che ti volessi portare?” . Ma ormai la galanteria era del tutto svanita. Iniziava ad irritarmi questo suo comportamento, quasi da bambina viziata. E poi, dove altro saremmo potuti andare vestiti in quel modo? Certamente non l’avrei portata al cinema.

Non rispose alla mia domanda, ed io pensai che finalmente avesse iniziato a ragionare. Ma voltandomi mi accorsi che in realtà non rispondeva perché era tutta intenta ad aggiustarsi il trucco che le lacrime rovinavo rigavando il viso. 

“ È ridicolo. Perché piangi ?”

“ Perché mi hai fatto arrabbiare!”

“ Bella”

“ Cosa?”

“ Assecondami. Per piacere”.

Sfoggiai la mia unica arma, il mio sguardo. Di solito le piaceva, e speravo tanto che , questa volta, mi avrebbe permesso di trascorrere una bella serata, e l’avrebbe convinta a partecipare al ballo.

“ Bene. Te la do vinta. Ma vedrai. È u  bel po’ che non m’imbatto in una vera disgrazia. Come minimo mi romperò l’altra gamba. Guarda la scarpa! È una trappola mortale!”.

Mi soffermai a guardare le sue scarpe, e le sottili caviglie che stringevano. Mano a mano salii con lo sguardo, e cercai di raccogliere tutti i minimi particolari. Era bella quasi da mozzare il fiato. Senza dubbio il blu era il suo colore, metteva in risalto tutta la sua perfezione.

“ Mmm. Stasera voglio ringraziare Alice, ricordamelo”.

“ Ci sarà anche lei?”

“ Assieme a Jasper,  Emmett … e Rosalie”.

Il suo viso si ingrigì. La notizia che Rose sarebbe stata dei nostri non la metteva proprio di buon umore. Del resto, la presenza di mia sorella, non metteva di buon umore nessuno.

“ Charlie è al corrente di questo?” mi chiese, forse speranzosa che il mio piano non fosse così perfetto come sembrava.

“ Certo. A quanto pare solo Tyler non sapeva nulla”. Non riuscii a trattenermi dal ridere. Quasi mi sentivo in colpa,ma non potevo non pensare alla faccia che aveva fatto Tyler, quando aveva  capito che quella  non sarebbe stata la sua serata.

Arrivammo al parcheggio, che era già gremito di macchine. Scesi velocemente e corsi ad aprire la portiera della mia dama, per permetterle di scendere più facilmente.

Ma sarebbe stato troppo facile se Bella si fosse arresa così velocemente. Era impietrita sul sediolino, con le braccia conserte e mi lanciava uno sguardo di sfida. Mi guardai attorno, e mi resi conto che,trascinarla dentro,sarebbe stato troppo. C’era troppa gente nel parcheggio, ed a Forks, noi Cullen, non passavamo di certo inosservati. Quindi decisi di farla ragionare.

“ Di fronte ad un assassino sei coraggiosa come un leone, ma basta che qualcuno parli di ballare … Bella, ti terrò lontana da tutti i pericoli, compresa te stessa. Non ti mollerò un attimo, lo prometto”.

Iniziò a rilassarsi, ed il cioccolato dei suoi occhi iniziò a fondersi nuovamente.

“ Forza, adesso. Non sarà così male”.

La sollevai molto delicatamente dal sediolino, e  la aiutai a scendere dalla macchina. La strinsi a me, ed insieme, ci avviammo verso l’entrata della scuola.

La palestra era strapiena di ragazzi, tutti erano su di giri. La musica era già a tutto volume, e la pista da ballo già colma.

“ Sembra l’inizio di un film dell’orrore” affermò Bella.

“ In effetti i vampiri non mancano” le feci notare. Si voltò anche lei, e notò che i miei fratelli regnavano sulla pista da ballo.

“Vuoi che blocchi le uscite, così potete massacrare gli ignari cittadini?” mi chiese sarcastica.

“ E tu da che parte stai?”

“ Con i vampiri, ovvio”.

“ Qualsiasi cosa pur di non ballare”.

“ Qualsiasi cosa”.

Mi allontanai per qualche istante, solo per comprare i biglietti per entrare.

Ma appena tornai da lei, la presi tra le braccia e, poco alla volta, la costrinsi a raggiungere il centro della pista.

“ Ho tutta la serata” le feci notare, proprio per farle capire che non mi sarei arreso così facilmente.

“ Edward, sinceramente non so ballare!”mi confessò, e questo la metteva in imbarazzo.

“ Sciocca, non preoccuparti. Io si”. Si preoccupava per questo? Non era lei che doveva ballare. L’avrei guidata io.

In men che non si dica, strinsi le sue braccia intorno al mio collo, la sollevai di qualche centimetro e posai i suoi piedi sui miei. E,come per magia, anche noi iniziammo a roteare.

“ Mi sembra di avere cinque anni”. Affermò.

“ non li dimostri”.

Ma appena finii la mia frase, qualcosa si intromise nei miei pensieri.

Jacob Black era sulla porta della palestra e,  le notizie che portava, non erano delle migliori per noi.

20/09/2009

Scusatemi!

Carissime Ragazze,

so che vi avevo promesso che a settembre sarebbe uscito, ma a momento proprio non riesco:

La mia giornata tipo ultimamente è come segue:

- sveglia alle 6.00

- a lavoro alle 7.00

- esco da lavoro alle 18.00

- arrivo a casa e devo riordinare perchè ci sono persone che devono venire a vedere la casa per affittarla

- arrivano le persone

- eventuale vita sociale (sempre + rara)

oppure

- eventualmente cucino

- ceno (non prima delle 21.30

- collasso


Spero di riuscire ad uscire dal turbine molto presto, ma anche durante il weekend non va meglio, visto che sono alle prese con documentazione per mutui ed assicurazioni...


STO COMPRANDO CASA!!!!


Quindi vi chiedo realmente di pazientare, sono esausta e veramente non riesco a mettere questo lavoro tra le mie priorità.

Tra pochi giorni pubblicherò il capitolo 13 di EL, ma solo perchè ero riuscita a lavorarci un giorno durante i pochi di vacanza che mi sono presa.


Vi mando un bacio  e vi terrò aggiornate!